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10/03/2008
LA SINISTRA CHE NON C`E` PIU`: LO SFONDAMENTO A DESTRA DEL `PD`
(di O.K. – destrasociale.org) - Il “Pd” (il Partito Democratico), la creatura mediatica di Re Walter, sindaco dimissionario di Veltronia (un magico e fiabesco mondo riconducibile all’italica Capitale) è la più astuta invenzione della sinistra degli ultimi vent’anni. Forse esagero? Dipende.

Il “Pd”, da oltre due anni, è stato ogni santo giorno sotto le luci della ribalta mediatica, grazie alle proprie “invenzioni autorali” ma soprattutto per merito di una rete editoriale costruita e ramificata dall’alba dei tempi. Quando si dice, “apparato di partito”. Dapprima -la classe dirigente del nascituro Pd- era riuscita a catalizzare l’attenzione del popolo lavoratore sulla costituzione del soggetto unico (ma per nulla unitario), per poi incantare l’Italia grazie a quelle primarie degne delle “Comiche” di Benny Hill. Primarie in cui c’è chi ha partecipato cinque volte, e a cui hanno preso parte Garibaldi, Napoleone Bonaparte e forse addirittura Tutankamon. Ma il “Pd” c’era, e riusciva comunque a far parlare di sé. Alcuni se ne sono andati per conto proprio, come accaduto in An qualche mese fa: ma con un po’ più di stile. Sembrava “C’eravamo tanto amati” piuttosto che “Fratelli coltelli”. Le lacrime di Fassino, il moccio di Mussi, insomma c’era tutto il necessario per una pubblicità sui fazzolettini di carta.

Ma, finita la fase costituente del Pd, finalmente si comincia a parlare di contenuti, il Partito Democratico oggi fa notizia per il suo “sfondamento a destra”. Una destra liberal, con i modi di fare di una sinistra radical-chic ma con le velleità di un partito d’oltreoceano: un mostro insomma, capace di far venire rispettivamente l’ulcera, l’orchite, l’orticaria e pure la dissenteria. Parliamo di rischi veri, mica dell’aviaria.

L’ultima “intuizione” in ordine di tempo è il “sì” -da parte di Re Walter- alla castrazione chimica per i pedofili: Gianfranco Fini (rinsavito) lo disse non più di una settimana fa, noi (a onor del vero) anche qualche mese prima, mentre il presidente francese Nicholas Sarkozy -giusto un annetto fa- aveva dato il via per la costruzione di un’apposita struttura a Lione. Quando si dice, dalle parole ai fatti. Perché ad oggi, l’unico modo per avere un Sarkozy d’Italia, è sperare che dall’unione con la Bruni venga un pargolo disposto a spendersi per lo “stivale” e non per i “galletti”. Insomma, una speranza a lungo termine.

Andiamo avanti: apprendiamo l’inimmaginabile, ossia che per il Partito Democratico il datore di lavoro è un lavoratore da considerarsi al pari dei propri dipendenti. O questo è, in ogni caso, quel che va dicendo Veltroni, tra un’apparizione e l’altra durante il suo tour tra le province italiane. Gli imprenditori sono dei lavoratori, ripete Veltroni: roba da pagare non un biglietto, ma un forziere di dobloni d’oro pur di vedere la reazione dei vari Epifani, Bertinotti, Diliberto, Mussi, Rizzo e Giordano mentre ascoltavano il “primo segreto di Walter”. Non a caso il Pd ha nelle sue liste sia Matteo Colaninno, Presidente del Consiglio Centrale dei Giovani Imprenditori, che Antonio Bocuzzi, operaio scampato al rogo della Thyssen.

Ma non solo: lui, Walter, lo stesso uomo che voleva passar il testimone per andarsene a fare il missionario nel Terzo Mondo, parla oggi di Patria, del tricolore, di immigrazione controllata, espulsione diretta dei clandestini e di sicurezza (udite, udite) per i cittadini. Per non parlare dei capitoli ‘fisco’, ‘famiglia’, ‘emergenza abitativa’. Eh già: l’emergenza abitativa. Peccato che Ulivo faccia rima con “tardivo”, visto che proprio Roma, regno di Re Walter, è una città passata ormai in mano ai “palazzinari” e agli speculatori edilizi. Una casa, senza i sacrifici della ditta “papà & mammà”, nell’Urbe Eterna è un miraggio. E non da oggi.

Così il Pd, tra manifesti alla “Obama” ed una Convention più americana di quella del Partito Democratico (ma quello a stelle & strisce), sembra tutto, fuorché un partito di sinistra. Io, che oggi mi sento smarrito a causa delle perpetue ritrattazioni di Fini, mi chiedo cosa ne sarebbe stato di me se anziché esser cresciuto vicino alla fiamma fossi vissuto all’ombra di falce & martello. Un trauma.

Così la campagna elettorale del Pd sembra un clone di quella organizzata per le presidenziali americane. Slogan fotocopia, cartelli in mano alle persone quando parla il leader e sondaggi che superano di gran lunga il numero degli elettori italiani. Veltroni si ferma a pranzo dalla “famiglia Bredford”, Bersani fa una capatina a “Casa Keaton”, non fosse altro che l’uomo delle liberalizzazioni ha spacciato per ceto medio una famiglia di marchesi citata addirittura nel sedicesimo canto del Paradiso: i Sacchetti. E c’è di che preoccuparsi: perché se i “Sacchetti” -per Bersani- rappresentano il ceto medio, ho il terrore ad immaginare come potrebbe considerare gente come me.

E’ il Pd, che dopo aver copiato il programma del centrodestra, ha pensato anche di attuare le liberalizzazioni dentro al partito: per questo più che politici porta a porta, questi qui sembrano i rappresentanti della Folletto. Ma se la Folletto almeno lavora per far pulizia, il Pd dopo tanti anni (e molti nomi), continua a spazzar lo sporco sotto il tappeto.
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