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L'antica insegna di Rieti
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13/07/2009
COSTINI CONTRO ‘MANO NERA’?
Il mio articolo di domenica 28 giugno, intitolato Basso Impero, che conteneva riflessioni a freddo sul risultato elettorale definitivo delle provinciali ha prodotto vari effetti. Il più portante lo leggo sul documento programmatico elaborato dalla assemblea dei Circoli Nuova Italia Rieti, a firma Costini, Salini, Mazzetti, che la cortesia dei redattori ha voluto farmi tenere nel testo integrale.

È la prima volta che leggo qualcosa che ha il sapore di vera politica, sia di destra che di sinistra, da molti anni (ho scordato da quanti). Certo è che la confusione venutasi a creare nel mondo dei partiti dopo tangentopoli ha creato dei guasti tali che per superarli forse ci vorrà ancora molto tempo e speriamo che si trovi presto chi è capace di dare il colpo di timone necessario per l’inversione di rotta. Ci vollero secoli perché dal Basso Impero si passasse al Medioevo, produttivo di effetti positivi, speriamo che nel nostro caso ci voglia molto di meno. Ma bando al pessimismo.

Dal documento licenziato dai Circoli Nuova Italia emerge lo stato organizzativo pietoso nel quale versa il Pdl, di recente costituito dalla somma di FI più An voluta da Berlusconi e Fini nel tentativo di un successo elettorale forte che sottraesse anche molta parte degli elettori alla Lega di Bossi e che legittimasse i due leader nazionali a chiedere il voto favorevole per il referendum, la porta aperta per comandare senza rompiscatole per molto tempo, così come piace al Berlusca. Così oggi c’è in Italia un partito di maggioranza relativa che poggia organizzativamente su commissari e vice nominati direttamente da Berlusconi e Fini, mentre i consiglieri comunali e provinciali eletti non fanno parte, almeno per ora, di gruppi consiliari omogenei che indichino l’appartenenza al Pdl.

In altre parole ci sono solo due pro consoli nominati dai grandi capi, mentre tutti gli altri, eletti o no, vagano a ruota libera aspettando istruzioni che il più delle volte si risolvono nel classico “alzate la mano e zitti, altrimenti la prossima volta non vi ricandidiamo”. È evidente come una tale situazione organizzativa, che garantisce solo l’obbedienza ai capi, non può star bene a chi si è fatto il... in campagna elettorale e agli eletti, che così non hanno voce in capitolo se non in via estemporanea.

I Circoli Nuova Italia affermano con ragione che questa situazione non consente di operare organicamente, né di elaborare una strategia unitaria per il futuro della Sabina. Mette inoltre l’accento sulla necessità di individuare dei dirigenti provinciali su basi di rappresentanza territoriale e di meritocrazia. E qui mettono il dito sulla piaga più grande della vita politica italiana: la nomina dei dirigenti solo sulla base della fedeltà a capi e capetti, che siano i meno dotati possibile per non far ombra e per non aspirare a sostituire chi comanda.

Il triste risultato di tutto questo è che la classe politica italiana è diventata un gruppo raccogliticcio di persone molto capaci di leccare il…, ma totalmente ignoranti di politica e senza spina dorsale. Ma la nota più importante del documento programmatico è quella che parla della necessità della elaborazione di un modello di sviluppo della Sabina. Un esercizio politico che non è stato più messo in campo dai politici locali dagli anni Sessanta in poi, quando fu elaborata una piattaforma da sottoporre alla Regione Lazio, non appena fosse stata costituita in concreto nel 1970.

Di quella piattaforma, che prevedeva la necessità di una politica di riequilibrio del territorio della Sabina rispetto al resto del Lazio, fui protagonista anch’io, all’epoca segretario provinciale del Pri. La nuova piattaforma prefigurata dai Circoli Nuova Italia parte dall’Area di Sviluppo Industriale (ASI) e dal Polo Logistico di Passo Corese, sempre gestito dall’ASI, che nel mio articolo avevo indicato come esempio di una scellerata alleanza trasversale tra spezzoni del centrosinistra e spezzoni del centrodestra per garantirsi rispettivamente la vittoria elettorale in Provincia e nel Comune capoluogo a danno dei concorrenti di casa propria.

I Circoli richiamano i membri nominati in rappresentanza di enti locali con maggioranza di centro destra a mettere in discussione l’attuale gestione dell’ASI e ad assumere una posizione critica e di analisi approfondita dell’attuale progetto di sviluppo della nuova area di sviluppo di Passo Corese, con la richiesta di una ridefinizione degli attuali assetti urbanistici ed un’ analisi approfondita del piano economico e di sviluppo della stessa area (sic).

Sempre in tema di sviluppo economico i Circoli suggeriscono una forte azione politica per giungere al commissariamento dell’Ato, con una azione di coordinamento dell’assemblea dei sindaci finalizzatala al ritorno ad una gestione mista dell’Ato stessa. In tema politico, il documento chiede infine che venga individuata in tempi brevi una leadership del Pdl mettendo al bando personalismi, che sia in grado di interloquire in modo autorevole con le forze produttive e sociali della nostra provincia.

In altre e più esplicite parole: basta con gli inciuci personali trasversali che servono solo a rafforzare singole posizioni di tizio e caio con il sostegno anche di spezzoni di Confindustria, Confartigianato e Confcommercio, da troppi anni una specie di “mano nera” che tiene in pugno la città e l’intera provincia di Rieti; si faccia finalmente politica a favore di tutti gli abitanti del nostro territorio nel rispetto ciascuno della propria funzione, quella di maggioranza dove si è maggioranza, e quella di minoranza dove si è minoranza.

Un vero e proprio richiamo alla correttezza della politica che, a prescindere se venga da destra o da sinistra, va non solo approvato ma lodato, specie in momenti come questi nei quali prevale il caos e la degenerazione del sistema. In questi ultimi tempi sono diventato pessimista. Che sia arrivato il momento di non esserlo più? In An c’erano uomini che venivano da una vera scuola politica giovanile, come Costini, Tittoni, Trancassini ad esempio ed anche altri, tutti capaci di mettere in campo proposte politiche e di portarle avanti.

L’alleanza prima con FI, e la confluenza nel Pdl poi, ne ha seminati alcuni per strada. Al loro posto sono subentrati quelli di FI che di politica non sanno un tubo perché animati solo dal desiderio di far carriera e di coprire i loro affari sull’esempio del grande capo. Per 60 anni quelli del Msi prima, e An dopo, hanno combattuto e sofferto, dal loro punto di vista naturalmente, per raggiungere l’esercizio del potere secondo una visione diversa da quella esercitata per oltre 40 anni dalla Dc.

Oggi che sono stati sdoganati da Berlusconi stanno pagando un prezzo che rischia di snaturare la loro identità e man mano perdono pezzi aurei sostituiti da pezzi di vile metallo capaci solo di scimmiottare, e male, l’andazzo della peggiore Dc della cosiddetta Prima Repubblica. Con questo documento i Circoli Nuova Italia dimostrano di voler invertire la tendenza e di porsi come punto di riferimento di una nuova rotta collettiva di tutto il Pdl.

Dicono in altre parole che i tempi del Basso Impero debbono finire, e presto, perché si è toccato il fondo, e che bisogna riemergere per respirare aria nuova e salubre. Ad un attento osservatore dei fatti di casa nostra ciò non può far che piacere. Vediamo ora se riusciremo a cogliere a breve qualche segno di resipiscenza che provenga anche da sinistra. In campana!
GIANFRANCO PARIS
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