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L'antica insegna di Rieti
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Alleanza Nazionale si trova oggi ad affrontare un punto nodale del suo percorso politico, chiamata tra pochi mesi a confermare il successo elettorale che ha portato Francesco Storace al governo della Regione Lazio con líobbiettivo di riportare il centrodestra alla guida della Nazione, restituendo allíItalia la speranza per un futuro migliore.

Il congresso che ci apprestiamo a celebrare, diventa pertanto líoccasione migliore per programmare e discutere quelle che dovranno essere le strategie politiche ed organizzative che il nostro movimento dovr‡ mettere in campo da qui a pochi mesi .

Riteniamo inoltre che questa assise, che per la prima volta prevede la partecipazione di tutti gli iscritti, sia anche la sede per fare un bilancio dellíattivit‡ fin qui svolta, e pertanto per chiamare tutta la base del partito ad esprimere un giudizio sulle scelte e le metodologia che líattuale dirigenza ha adottato.

Sono passati quattro anni dallíultimo congresso, il primo nella storia di Alleanza Nazionale a Rieti, in cui fu eletto Luigi Ciaramelletti allíunanimit‡, e molti sono stati i successi elettorali ed organizzativi che questa gestione ha conseguito, che si possono sintetizzare, da una parte nella conferma del nostro movimento come prima forza politica della provincia, dallíaltra con il raddoppio del numero degli iscritti; ma in realt‡ questi non sono che líepifenomeno di un cambiamento, che ha le sue radici profonde, nel recuperato rapporto tra vertice e base degli iscritti, nella capacit‡ di coniugare idealit‡ e progetto, nellí aver restituito centralit‡ al partito, inteso come luogo di dibattito e di programmazione, e non come comitato di potere.

Le gestioni Ciaramelletti e Toni, che si sono succedute in questi anni, si sono caratterizzate da una parte per la volont‡ di recuperare alla partecipazione attiva tutte le forze disponibili nel nostro variegato ambiente, riportando alla politica attiva realt‡ ed uomini che se ne erano allontanati, e dallíaltra allargando ed aggregando forze nuove, provenienti direttamente dalle categorie e dalle professioni, al fine di utilizzare il bagaglio di esperienze e di capacit‡ accumulate.

Le polemiche che ingenerosamente uno sparuto gruppo di individualit‡ ha amplificato sulla stampa, non trovano pertanto giustificazioni a fronte di un atteggiamento di totale apertura al libero confronto, che sono state la caratteristica primaria di una direzione provinciale che mai come in questi ultimi anni Ë stata chiamata a prendere decisioni ed a dibattere, e non, come a volte accadeva, semplicemente a ratificare quanto era stato discusso fuori dal partito.

Pi? volte si Ë avuto la sensazione che chi non aveva nulla da dire lo strillasse per riuscire ad avere un ruolo.

Líultima campagna elettorale per le regionali, con le sue 31 manifestazioni sparse equamente nel territorio della nostra provincia, ha dato líimmagine di quanto questo partito oggi possieda finalmente una struttura ramificata capillarmente, attraverso i circoli territoriali, che hanno ritrovato una loro reale funzione di centri propulsivi della politica locale.

Líimportanza dellíopera dei nostri militanti e della loro organizzazione Ë testimoniata anche dai nostri avversari ed alleati, che hanno pi? volte rimarcato come Alleanza Nazionale fosse presente ed organizzata ovunque sul territorio, costringendo gli altri a confrontarsi con una struttura unita e coesa nellíappoggiare i nostri candidati.

Una base militante che oggi ha avuto finalmente la possibilit‡ di vedere crescere una classe dirigente che proviene in massima parte proprio dalle realt‡ territoriali, annullando qualsiasi iato con il vertice, base militante che Ë stata chiamata a partecipare direttamente alla scelta del candidato alle regionali, attraverso lo strumento delle primarie, adottato dalla nostra federazione sullíesempio di quanto fatto a Roma per le provinciali, dimostrando che nel nostro partito la tessera non Ë un semplice orpello burocratico, ma uno strumento di protagonismo nelle scelte politiche.

La Federazione di Rieti ha cosÏ cercato di recuperare quel rapporto diretto tra politica e cittadini, che in Italia si sta perdendo, con uno scollamento tra societ‡ reale e mondo politico.

In questa ottica abbiamo ritenuto fondamentale dare impulso a tutte quelle manifestazioni che riportassero il partito in contatto diretto con la gente, superando il diaframma rappresentato dalla stampa o dalla burocrazia amministrativa, scendendo direttamente nelle piazze e nei comuni a spiegare il perchË delle nostre scelte, chiedendo direttamente ai cittadini di aiutarci a conoscere i problemi e ad individuare le soluzioni.

La creazione di un settore specifico per le feste tricolori, che ci ha permesso di affiancare alle manifestazioni storiche della nostra provincia, Festa Nazionale del Secolo e festa di Forano, altre iniziative similari a Poggio Catino e Configni e la seconda festa provinciale ad Osteria Nuova, rientrava proprio nel quadro di distribuire sul territorio i momenti di incontro tra quadri dirigenti nazionali e locali e cittadini, ricreando un rapporto non mediato, che Ë alla base dei successi che stiamo ottenendo.

A questa attivit‡ svolta dai circoli si Ë affiancata líattivit‡ dei nostri consiglieri provinciali, che hanno inteso il loro mandato in modo innovativo: accanto ad uníazione di opposizione precisa ed incisiva, i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti, si sono impegnati in uníopera di informazione continua nel territorio circa la loro attivit‡, arrivando a produrre un CD ROM in cui Ë riportata líintero lavoro svolto, permettendo cosÏ agli elettori di conoscere come viene utilizzato il mandato conferito, evitando di nascondersi nei palazzi del potere.

Eí con enorme piacere che abbiamo trovato la medesima disponibilit‡ e volont‡ di trasparenza in Francesco Storace e la sua Giunta, i quali, mantenendo una promessa fatta in campagna elettorale, sono presenti costantemente nella nostra provincia, ad illustrare e discutere quanto viene deciso a Roma.

La politica in questo modo torna ad essere patrimonio dei cittadini, e non un corpo astratto, slegato dalla quotidianit‡, ed in questíottica fondamentale Ë il ruolo del partito che rappresenta líanello di congiunzione tra la piazza ed i palazzi, aprendo le porte della burocrazia a chiunque ne faccia richiesta.

Sulla base di quanto sinteticamente esposto, riteniamo che il giudizio sulla passata gestione non possa che essere positivo, ed in questo senso crediamo doveroso ringraziare per líabnegazione e lo spirito di sacrificio sia Luigi Ciaramelleti che oggi rappresenta splendidamente la nostra provincia in Regione Lazio, sia Angelo Toni, che con maestria e militanza ha guidato il partito in questi ultimi mesi, perchË solo grazie ad una guida forte e decisa, aperta al dialogo ma rigida nei principi di base, che la nostra Federazione ha potuto raccogliere i successi di cui oggi ci vantiamo.

Ma questo non significa che ci possiamo cullare sugli allori del passato, illudendoci che sia sufficiente gestire líattuale per garantirci il futuro.

La storia dei nostri giorni viaggia ad un ritmo frenetico, e sta producendo cambiamenti profondi ed importanti nel tessuto sociale, che impongono ad una forza politica , che voglia essere protagonista del suo tempo e non semplice spettatrice, di strutturarsi e confrontarsi con líattualit‡ in modo costante.

Noi riteniamo che líidentit‡ culturale e storica, líappartenenza a valori profondi, debbano essere centrali nelle scelte che un movimento politico compie, rifiutando líidea di una buona amministrazione neutra e priva di connotazione: noi dobbiamo avere líorgoglio ed il coraggio di sottolineare le differenze tra noi e gli avversari politici, non ricercare strenuamente un politicamente corretto, che altro non Ë che líadeguarsi alla vulgata dominante.

Gianfranco Fini, dopo le europee, nel dibattito che seguÏ alla debacle di Alleanza Nazionale, ebbe a ribadire un concetto gi‡ espresso a Fiuggi: ìA.N. Ë nata non per occupare le poltrone del potere, ma per trasformare líItalia, per cambiarlaî, reintroducendo di fatto líimportanza della Politica, intesa come scelta di priorit‡ e soluzioni, nel proscenio della nostra Nazione.

Per troppo tempo, dopo tangentopoli, si Ë esaltato un modello neutro, unicamente efficientistico di amministrazione, dimenticando che líefficienza Ë compito dei tecnici, mentre ai politici Ë demandato il dovere della scelta, dellíindirizzo e che questi sono necessariamente subordinati al patrimonio culturale e valoriale di cui i politici stessi si debbono fare portatori.

Ed oggi questo Ë quanto mai evidente ed importante, osservando quali sono le bandiere che il centrosinistra, accantonate le battaglie per i lavoratori, sventola: lo sconvolgimento della famiglia tradizionale, la liberalizzazione delle droghe, líimmigrazione incontrollata, líazzeramento delle specificit‡ culturali del nostro popolo sono le parole díordine che ex comunisti ed ex democristiani ci propongono, configurando per il futuro un paese privo di valori, del tutto privo di radici e di tradizioni.

Di fronte a questo Alleanza Nazionale , che ha scritto nel suo DNA la difesa dei valori tradizionali, non deve aver timore di andare anche controcorrente rispetto al pensiero dominante, ribadendo líattualit‡ e líimportanza di un patrimonio culturale che proprio in questo momento di grande trasformazione, puÚ indicare la rotta .
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